
La luce per il musical è un organismo vivo che respira con musica, performer e drammaturgia e, nelle mani di professionisti come Valerio Tiberi ed Emanuele
Agliati, trova in ETC Eos uno strumento capace di trasformare questa visione in un linguaggio rigoroso e al tempo stesso profondamente emotivo.
Valerio ed Emanuele lavoro da tempo fianco a fianco e sono sicuramente tra più attivi e apprezzati LD nel mondo del musical e non solo…
Nei loro allestimenti, dalla magia di “Houdini” (uno degli ultimi) ad altre importanti produzioni di teatro musicale, la console diventa il centro nevralgico di un processo creativo che unisce precisione
matematica, fluidità narrativa e pieno controllo in live, al servizio della musica e della scena. In questo nuovo articolo “natalizio” abbiamo fatto alcune domande ai protagonisti, che ci hanno gentilmente regalato alcuni spunti e consigli molto utili…

ETC: Valerio, hai una lunga esperienza nel mondo del musical… quali sono le esigenze specifiche di questa tipologia di spettacolo?
Valerio Tiberi:Nel musical la luce è un organismo vivo: respira con la musica, con i performer, con la drammaturgia. È una forma d’arte che richiede una grande precisione ma allo stesso tempo la capacità di vibrare, di emozionare, di reagire. Per
me le esigenze principali sono tre: tempismo, flessibilità e memoria visiva.
Il tempismo perché ogni cue deve cadere esattamente nel punto in cui l’orchestra, il gesto dell ’attore, la partitura emotiva lo richiedono.
La flessibilità perché, in un genere così dinamico, è indispensabile poter intervenire, adattare, correggere senza che il flusso artistico si interrompa.
E la memoria visiva perché la luce, nel musical, racconta la profondità dei personaggi: crea lo spazio, ne definisce le emozioni, amplifica l’energia della scena.
È un linguaggio in cui tecnica e poesia devono viaggiare allo stesso ritmo.

ETC: Da anni vi affidate a Eos. Qual è il vostro approccio alla console, alla programmazione e alla gestione live?
Valerio Tiberi: È una console che ci permette di pensare in modo musicale, narrativo e allo stesso tempo matematico.
La programmazione parte sempre da un’idea chiara: costruire un alfabeto luminoso coerente, ordinato, leggibile.
Lavoriamo molto per palette – intensity, color, preset – così che lo show rimanga solido anche quando lo lasciamo alla crew locale, oppure quando i teatri cambiano o quando le condizioni non sono esattamente le stesse.
In live, Eos ci dà tranquillità assoluta: ogni parametro risponderà esattamente come l’ho immaginato. E se serve reagire in tempo reale, la console ci lascia la libertà di farlo senza perdere mai il controllo.
Emanuele Agliati: A livello di programmazione generalmente lasciamo alle squadre local o di tour un sistema il più “chiuso” possibile e cerchiamo di abbattere il margine di errore semplificando le operazioni quotidiane.
Sostanzialmente abbiamo una main cue principale dove, attraverso comandi execute o macro, andiamo a richiamare tutto ciò che è di supporto allo spettacolo, come macchine del fumo, effetti, servizi di retropalco ecc. ecc.
Creiamo anche una pagina di sequenze chiamate “riga check”, dove l’operatore, una volta arrivato in teatro, lanciando quelle sequenze testa i parametri di ogni tipologia di apparecchio per garantire il corretto funzionamento dello spettacolo.
Per esempio, nel caso di Houdini l’operatore ha una macro definita “ring check” che spegne tutte le cue list e le sequenze inutili alla fase di check e attiva le sequenze di controllo dei parametri dei proiettori.
Una volta terminata questa fase, l’operatore preme una macro “on show” e la console lancia la prima memoria di spettacolo spegnendo i servizi di sala e palcoscenico, mettendo il valore corretto delle luci di sala, accende i servizi blu e attiva le macchine
del fumo al valore corretto per l’ingresso del pubblico, e spegne eventuali submaster o cue list non inerenti al main show.
Anche nella divisione dei preset o delle palette utilizzate cerco di dividere la console per scene dello spettacolo, in
primis perché mi è molto rapido in fase di programmazione e anche per far sì che, se in futuro l’operatore avrà bisogno di ritoccare dei puntamenti, lo possa fare in modo rapido e logico senza ricordare perfettamente quale preset è utilizzato dove,
specialmente agli inizi quando lo spettacolo è nuovo.
Diciamo che le local crew ci ringraziano per come lasciamo a loro i nostri show.

ETC: Quali sono i punti di Eos più utili e pratici in ambito live?
Valerio Tiberi: In live considero Eos una macchina estremamente affidabile per tre motivi:
- La chiarezza del Playback: tutto è visibile, tutto è leggibile, non ho mai la sensazione di “navigare al buio”.
- La gestione delle curve, dei tempi e delle part cues: mi permette di plasmare la luce con delicatezza.
- La stabilità: un valore inestimabile, soprattutto quando hai uno show con 500 cue che devono correre in sincronia perfetta con musica e performer.
ETC: Un esempio concreto sull’utilizzo del Controllo Colore: Color Path o Tint?
Valerio Tiberi: Nel musical Houdini, dove la magia deve sembrare reale e allo stesso tempo evocata, utilizziamo spesso Color Path per garantire transizioni sempre eleganti, prive di scatti o virate indesiderate.
Per esempio, nei momenti in cui la scena passa da un’atmosfera teatrale a una più intima, i percorsi di colore seguono logicamente il mood: dal CTO caldo al blu notte passando per una morbida fascia
di lavanda.
Il Tint, invece, lo uso quando devo aggiustare quel 5% che fa la differenza: una correzione capace di rendere la pelle di un performer perfetta sotto qualsiasi angolo, o di restituire a un costume il colore con cui è stato pensato.

ETC: Oltre al Controllo Colore, quali altre funzionalità di Eos usi più spesso?
Uso molto:
- Le Preset Position, praticamente per avere sempre pronti e replicabili tutti i puntamenti delle cues.
- Le Cue Part, che trovo preziose quando serve costruire cue interne molto raffinate.

ETC: Hai mai usato la funzione About dei canali o il Channel in Use?
Valerio Tiberi: Sì, li usa più Emanuele che me, ma li trovo strumenti di grande aiuto.
About è uno strumento indispensabile quando si vuole capire, con un colpo d’occhio, da dove arriva
un valore, quale cue o quale palette lo stanno influenzando.
Emanuele Agliati: Aggiungo che, oltre ad avvalermi di altri software esterni, spesso utilizzo la funzione About per controllare quali fixtures sono state utilizzate nei preset e nelle memorie, pulendo poi lo showfile, che lasciamo agli operatori
che eseguono quotidianamente i nostri spettacoli, da eventuali preset inutilizzati o cancellando dai preset le fixtures che “non entrano”.
Channel in Use è un salvagente durante le giornate/nottate di programmazione: ti permette di sapere immediatamente se un canale è già coinvolto in un cue, evitandoti confusione, errori, perdite di tempo.

ETC: Come lavori con le Scene nelle Cue List? Monitori anche i valori delle cue successive?
Valerio Tiberi: Assolutamente sì. Io considero le cue come una partitura in movimento: non guardo solo la cue corrente, ma anche la struttura di ciò che accadrà.
Monitorare le cue successive mi permette di evitare stacchi bruschi, o sovrapposizioni non volute, e di creare sempre una linea narrativa fluida.
Le Scene interne alla Cue List mi aiutano a separare i momenti dello show, proprio in base allo script.
Mi danno ordine.
ETC: L’uso del Magic Sheet nel contesto live?
Valerio Tiberi: Il Magic Sheet è, per me, il cuore visivo della console.
Nel contesto live diventa una mappa, una vista aerea dello spettacolo.
Lo costruiamo come un quadro: pulito, leggibile, con colori coerenti e simboli leggibili che parlano la stessa lingua del nostro occhio.
È ciò che mi permette, nei momenti più complessi, di intervenire con rapidità senza dover pensare, senza dover cercare.
È lo strumento che più avvicina la tecnologia al mio istinto.
Emanuele Agliati: In fase di realizzazione spendiamo molto tempo nella configurazione degli snapshot e dei Magic Sheet perché, con il colpo d’occhio, riusciamo a farci un’idea rapida di dove sono impegnati i proiettori, con che colore, intensità
e preset.
Generalmente dedico a Valerio un monitor esterno con Magic Sheet di tutto l’impianto, comprese eventuali strip LED o elementi di scena luminosi ed eventuali effetti come macchine del fumo ecc. ecc., e accanto al Magic Sheet metto la PSD così da
avere uno sguardo sulla cue list e sui tempi delle cue.
Il mio Magic Sheet invece è diviso per aree di palco o utilizzo più o meno frequente degli apparecchi a seconda della dimensione del nostro parco macchine.
Nei Magic Sheet metto anche dei “button” che richiamano gruppi di proiettori o macro che mi facilitano la programmazione.
La cosa fondamentale è sicuramente realizzare il Magic Sheet in modo ordinato e graficamente rapido da consultare. Spesso troppe informazioni possono essere distraenti, perciò, come dicevo all’inizio, la configurazione della console è fondamentale per
poi velocizzare la fase realizzativa.

ETC: C’è qualcosa che vorresti vedere migliorato o implementato nel software?
Valerio Tiberi: Mi piacerebbe vedere un’integrazione ancora più profonda con strumenti di visualizzazione 3D in tempo reale, qualcosa che renda ancora più immediato il processo creativo tra console
e rendering.
E troverei utile una gestione ancor più raffinata dei pixel mapping complessi, per affrontare con agilità le scenografie LED che si incontrano sempre più spesso nei musical contemporanei.
Infine, un sistema di “version control” interno ai file show sarebbe, secondo me, un’evoluzione preziosa: poter consultare lo storico delle modifiche
aiuterebbe molto nei processi di revisione.